
7 AGOSTO 2010. Si è conclusa nella serata di ieri l’operazione
Kah Li Pey, condotta per due giorni nella provincia di
Farah dalla Task-Force South – su base 9°
reggimento alpini dell’Aquila - insieme alle forze di sicurezza afgane e ad un’unità statunitense.
L’operazione - diretta a contrastare la presenza di insorti nell’area al confine con l’
Helmand, dove nei mesi passati si erano registrati numerosi incidenti a fuoco e ritrovamenti di ordigni rudimentali - ha portato all’arresto da parte della polizia locale di 5 pericolosi latitanti e al sequestro di 10 razzi da 107 mm e di un ingente quantitativo di armi e munizioni.
All’operazione hanno preso parte circa 200 militari italiani della Task-Force South di stanza a Farah, a sostegno di oltre 250 elementi dell’esercito e della polizia afgana.
Le attività erano iniziate il 4 agosto con l’afflusso delle forze nei distretti di
Farah e Bala Boluk, effettuato via terra con i
Lince del 9° reggimento Alpini e i Dardo dei Bersaglieri e con 2 elicotteri CH47 scortati da 2 Mangusta. Nel corso dello schieramento, completato nella notte, gli specialisti italiani rinvenivano e neutralizzavano sul posto due
IED piazzati lungo l’itinerario delle pattuglie.
Il secondo giorno di operazioni vedeva alle prime ore del mattino la cinturazione dell’area dove era stata segnalata la presenza di insorti e di armi, con il successivo intervento delle forze di sicurezza afgane nei villaggi di
Ranji-e Pain e Ranji-e Bala, dove procedevano al fermo di 25 persone sospette che non opponevano resistenza.
L’operazione si concludeva nel tardo pomeriggio del 5 agosto con l’arresto di 5 dei fermati, identificati come elementi pericolosi, e col sequestro di un gran numero di armi e munizioni di diverso tipo.
(fonte: Contingente Italiano in Afghanistan)