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50° Anniversario dell'eccidio di Kindu
50° Anniversario dell'eccidio di Kindu14 11 2011. In occasione del 50° anniversario del tragico eccidio di Kindu, venerdì 11 Novembre è stata celebrata una Santa Messa in ricordo dei 13 aviatori della 46ª Aerobrigata che persero la vita durante una missione di pace dell’ONU in Congo.
La funzione, officiata da Monsignor Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo di Pisa, e concelebrata dal Vicario Episcopale per l’Aeronautica Militare, Monsignor Giorgio Nencini, è stata presenziata dal Generale di Squadra Aerea Tiziano Tosi, Comandante della Squadra Aerea, dal Generale di Brigata Aerea Vincenzo Parma, Comandante delle Forze per la Mobilità e il Supporto, dal Generale di Brigata Aerea Aurelio Colagrande, Comandante della 46ª Brigata Aerea, dal Sindaco di Pisa, On. Marco Filippeschi e dal Presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni.
Al termine della funzione religiosa, Mons. Nencini ha dato lettura del messaggio affidatogli dall’Ordinario Militare e il Generale Tosi ha espresso, per conto del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, i sentimenti di vicinanza alle famiglie e di riconoscenza agli aviatori caduti per il supremo esempio di coraggio fornito. Le Autorità presenti hanno poi inaugurato una mostra d’arte video-fotografica realizzata per l’occasione.
Il Generale Colagrande, rivolgendosi ai presenti, ha sottolineato l’importanza delle celebrazioni, dicendo: “La 46ª Brigata Aerea celebra oggi un momento triste della sua storia: 50 anni fa, a Kindu, in Congo, tredici suoi aviatori furono trucidati mentre stavano partecipando ad una missione per conto dell’ONU. Noi della 46ª non conosciamo altro modo per onorare la memoria di tutti i nostri caduti che hanno sacrificato la vita nell’adempimento dei compiti assegnati, se non quello di seguirne l’esempio di abnegazione e senso del dovere”.
Il Sindaco Filippeschi, a sua volta, ha voluto esprimere parole di vicinanza ai parenti delle vittime ed alla 46ª Brigata Aerea, per un accadimento che nonostante siano trascorsi cinquant’anni, è più vivo che mai nel ricordo comune. “I caduti di Kindu – ha detto il Sindaco – sono figli della città di Pisa”.  
La tragedia di Kindu avvenne durante la prima missione internazionale alla quale la Forza Armata partecipava dopo il secondo conflitto mondiale. Gli equipaggi di due C-119 della 46ª, decollati da Kamina per rifornire la locale guarnigione di caschi blu malesi di stanza a Kindu, dopo le operazioni di scarico del materiale, furono catturati da un’ottantina di ribelli dell'Armata Nazionale Congolese, i quali, dopo aver immobilizzato il personale malese di guardia, picchiarono e trascinarono nella prigione della città i militari italiani. Rinchiusi in uno stanzone del carcere, poche ore dopo, vennero trucidati selvaggiamente con raffiche di mitra. L’11 Novembre del 1994, l’allora Presidente della Repubblica, On. Oscar Luigi Scalfaro, decorò con la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria i tredici aviatori caduti in missione di pace: il Maggiore Pilota Amedeo Parmeggiani, il Sottotenente Pilota Onorio De Luca, il Tenente Medico Francesco Paolo Remoti, il Maresciallo Motorista Nazzareno Quadrumani, il Sergente Marconista Francesco Paga, il Sergente Maggiore EMB Martano Marcacci, il Sergente Maggiore Sivestro Possenti, il Capitano Pilota Giorgio Gonelli, il Sottotenente Pilota Giulio Garbati, il Maresciallo Motorista Filippo Di Giovanni, il Sergente Marconista Antonio Mamone, il Sergente Maggiore EMB Armando Fabi, il Sergente Maggiore Nicola Stigliani.Per ricordare le vittime di Kindu, la Rivista Aeronautica, nel numero 6 del 2011, ha ricostruito, con un articolo dello storico Paolo Farina, i tragici fatti dell’11 Novembre del 1961. Farina per la prima volta ha esteso la ricerche anche sul fronte storico-militare malese, traendone testimonianze inedite. Il volume “Eccidio di Kindu – 50 anni fa la tragedia degli aviatori italiani” è consultabile sul sito internet dell’Aeronautica Militare attraverso il seguente link http://www.aeronautica.difesa.it/Documents/KINDU.pdf.
Nonostante la profonda ferita inferta e il ricordo vivo dell’eccidio, ad oltre quarant’anni di distanza da quei tragici avvenimenti, la 46ª Brigata Aerea ha nuovamente assolto, nel 2006, una missione in Congo, per conto dell'Unione Europea e dell'ONU, in supporto alle prime elezioni libere del Paese (EUFOR RD Congo). Un aereo da trasporto C-130J, con 50 uomini tra equipaggi di volo, fucilieri dell'aria e specialisti hanno garantito, per sei mesi, il regolare svolgimento delle prime elezioni democratiche del nuovo Presidente. In 210 missioni, per un totale di oltre 400 ore di volo, sono stati trasportati circa 2.500 passeggeri ed oltre 800.000 chilogrammi di materiali, tra i quali quelli necessari per l'installazione dei seggi elettorali e le relative schede.
Sin dalle prime missioni fuori dai confini nazionali, la capacità di trasporto dei velivoli della 46ª Brigata Aerea, ha reso il Reparto uno degli strumenti principali attraverso il quale il Paese ha potuto offrire aiuto alle popolazioni in difficoltà in tutto il mondo.La 46ª Brigata Aerea ha volato più di 60.000 ore esclusivamente per il trasporto di aiuti, viveri, medicine, apparecchiature mediche, personale sanitario e ospedali da campo. Grazie alle capacità di carico degli aerei da trasporto C-130J e C-27J, la Brigata svolge anche il prezioso servizio di trasporto di organi per trapianti e di persone in imminente pericolo di vita, che vengono trasportate a bordo del velivolo potendo rimanere, se necessario, all’interno dell’ambulanza. Per espletare questo servizio la 46ª Brigata Aerea mette a disposizione, ogni giorno, due equipaggi di allarme pronti a partire in 120 o 180 minuti, a seconda delle esigenze.
(Aeronautica)
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