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KC-130, vero 'Force Multiplier'
KC-130, vero 'Force Multiplier'KC-130, vero 'Force Multiplier'13 MAGGIO 2011. Il Lockheed Martin KC-130 è la versione 'Tanker' del velivolo da trasporto C-130J, in dotazione all’Aeronautica Militare ed in servizio alla 46^ Brigata Aerea di Pisa. Il velivolo, equipaggiato con due sistemi a sonda flessibile montati sulle ali, riesce a trasferire fino a 19 litri al secondo di carburante a due velivoli simultaneamente, consentendo di rifornire una formazione di quattro velivoli in meno di 30 minuti. Tale capacità si rivela estremamente preziosa in molte circostanze: il KC-130J di fatto rappresenta un vero e proprio 'Force Multiplier' per le operazioni aerotattiche, consentendo di prolungare il tempo di permanenza in volo dei velivoli riforniti (Eurofighter, Tornado, AM-X). Grazie anche a questa capacità, il 'Tanker' della 46^ Brigata Aerea si inserisce a pieno titolo tra i velivoli che concorrono a realizzare in concreto il concetto di 'Air Power' di una Forza Armata che mira i propri sforzi sempre di più nella direzione della modernità e dell’efficienza.

Il C-130J è un quadriturbina da trasporto idoneo anche a missioni di aviolancio di paracadutisti e materiali, il C-130J Hercules II è in servizio dal 2000 nella versione standard e “allungata” (C-130J-30). Impiegato dalla 46^ Brigata Aerea di Pisa, questo velivolo costituisce oggi l’ossatura della componente da trasporto dell’Aeronautica Militare. Il ruolo del trasporto aereo, sempre vitale, è cresciuto negli ultimi anni in modo esponenziale per i mutati compiti delle Forze Armate del nostro Paese che hanno visto nell’impiego fuori dai confini nazionali la naturale proiezione della loro missione al servizio della difesa e della sicurezza e a protezione dei valori di progresso civile e di libera circolazione delle idee e degli individui, valori che una Nazione democratica e pacifica come l’Italia è costantemente impegnata a tutelare.
Il C-130J è un vettore versatile con il quale giunge ovunque nel mondo il segno dell’impegno dell’Italia, sia nel settore della sicurezza sia nel campo della solidarietà. Il maggiore impegno quotidiano dei C-130J Hercules rimane comunque la rete di collegamenti aerei che fa da 'trait d’union' con i teatri operativi 'fuori area' più importanti, in presenza di minaccia e di notte, effettuando spesso atterraggi e decolli d’assalto da piste semipreparate e di ridotte dimensioni, anche al massimo delle sue prestazioni.
La disponibilità di un vettore come il C-130J ha consentito anche di acquisire speciali equipaggiamenti, di grande utilità non solo per la compagine militare. È il caso della speciale barella (ATI, Aircraft Transport Isolator) che consente il trasporto in sicurezza per via aerea di pazienti biocontaminati in vista del loro successivo ricovero presso strutture ospedaliere specializzate.

Caratteristiche tecniche:
• apertura alare: 40,41 m;
• lunghezza: 29,79/34,37* m;
• altezza: 11,84/11,81* m;
• peso massimo al decollo: 79.380 kg;
• carburante imbarcabile: 20.819 kg;
• impianto propulsivo: quattro turboelica Rolls-Royce (Allison) AE2100D3 da 4700 sHP;
• velocità massima: 645 km/h;
• tangenza: 9315 m (al peso di 66.680 kg);
• autonomia: 5250 km (con 18.144 di carico);
• equipaggio: 2 piloti, 1 addetto carico e lancio, 92/128* soldati o 76/112* paracadutisti. *C-130J-30
Autore: 46^ Brigata Aerea - Pisa - Cap. Pompilio Sammaciccio
(Aeronautica)
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