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ESERCITAZIONE 'VEGA 2010'
http://www.aeronautica.difesa.itESERCITAZIONE 'VEGA 2010'16 DICEMBRE 2010. Venerdì 10 Dicembre si è conclusa l’esercitazione ‘Vega 2010’ che ha visto la partecipazione di assetti italiani, israeliani e della NATO. L’esercitazione si è svolta in due fasi: la prima, dal 15 al 26 Novembre, in Italia presso la base aerea di Decimomannu (Cagliari), la seconda, dal 3 al 10 Dicembre, in Israele presso la base aerea di Ovda, nel  deserto del Neghev.
La prima fase, caratterizzata da missioni di tipo ‘Air to Air’, ha visto volare  i caccia-bombardieri Tornado ECR ( Electronic Combat Reconnaissance) del 50° Stormo di Piacenza, gli AMX –ACOL (Adeguamento Capacità Operative e Logistiche) del 51° Stormo di Istrana (Treviso) e del 32° Stormo di Amendola (Foggia), i caccia Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto, i caccia F-16 del 37° Stormo di Trapani, i tanker KC-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa, i caccia MB-339A e gli elicotteri AB-212 della 670^ Squadriglia di Collegamento di Decimomannu.
La componente aerea israeliana era composta dai velivoli F-16 ‘Nets’, F-15’Baz’e G550, mentre la NATO ha rischierato il Boeing 707 AWACS (Airborne Warning  And Control System ). Sono stati inoltre impiegati sistemi i e di simulazione delle minacce missilistiche dislocate presso il poligono di Capo San Lorenzo e Perdasdefogu (Nuoro) per riprodurre le condizioni operative previste dallo scenario addestrativo.
La seconda fase, caratterizzata da missioni di tipo ‘Air to Ground’, ha visto impiegati da parte italiana i caccia-bombardieri Tornado ECR di Piacenza e IDS (Interdiction-Strike) del 6° Stormo di Ghedi (Brescia).
In Israele le missioni dei velivoli italiani consistevano nell’eliminare o eludere, con i Tornado ECR, lo sbarramento difensivo costituito dalle difese contraeree e dai caccia in volo, e permettere poi ai Tornado IDS di arrivare sull’obbiettivo simulando lo sgancio di armamento di precisione.
L’Aeronautica Militare Israeliana ha impiegato in questa fase i caccia FESERCITAZIONE 'VEGA 2010'-16 ‘Fly Dragon’ che fungevano da ‘team aggressors’, ossia con il compito di intercettare i Tornado italiani e impedire lo svolgimento della missione  loro assegnata.
Autore: SMA - Ufficio Pubblica Informazione - Cap. Filippo Conti
(fonte: aeronautica.difesa.it)
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