
10 AGOSTO 2010. Durante la seconda
Guerra Mondiale il
Regio Sommergibile Scirè si distinse per la leggendaria impresa avvenuta la notte del
18 dicembre 1941 quando rilasciò 3 siluri a lenta corsa pilotati da altrettante coppie di operatori davanti il porto di
Alessandria e vennero danneggiate le corazzate britanniche
Valiant,
Queen Elisabeth, il cacciatoperdiniere
Jervis, la petroliera
Sagona e il piroscafo
Durham. L’impresa di Alessandria valse al battello la
Medaglia d’Oro al Valor Militare.
L’ultima eroica impresa dello Scirè risale invece al 10 agosto 1942. Al comando del
Capitano di Corvetta Bruno Zelik tentò di attaccare la base di
Haifa (odierno Israele) ma l’operazione si trasformò in una trappola mortale in quanto le comunicazioni con il comando, affidate ai tedeschi, risultarono compromesse a causa del fatto che il sistema crittografico
Enigma era stato violato.
La nave inglese
Islay provocò l’affondamento dello Scirè e la morte dei suoi 53 membri d’equipaggio. Alcuni resti dello

Scirè sono custoditi a Roma nel Sacrario delle bandiere delle Forze Armate al Vittoriano.
Il moderno sommergibile Scirè, e l’unità gemella Todaro che da il nome alla classe, sono stati costruiti utilizzando soluzioni tecnologiche all’avanguardia e sono dotati di un apparato di propulsione di tipo convenzionale che utilizza celle a combustibile per produrre energia elettrica ricavandola da idrogeno e ossigeno.
(fonte: marina.difesa.it)