

11 10 201I. Si è conclusa con successo la campagna VAV 2011 (iniziata il 20 settembre) che ha visto l’impiego congiunto del personale idrografo di Nave Ammiraglio Magnaghi ed un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Unità di Progetto Geofisica e Tecnologie Marine della Spezia) sul seamount Vavilov.
Il vulcano, lungo circa 30 Km e largo 14 Km, si innalza di circa 2800 metri dall'omonimo bacino posto a circa 3600 metri di profondità fino a circa 800 metri in corrispondenza della sua cresta. Questo imponente vulcano sottomarino è, insieme ai vicini seamont Marsili e Palinuro, una delle strutture batimetriche più rilevanti di tutta l'area Mediterranea.
La campagna VAV11 ha permesso l'acquisizione di nuovi importanti dati magnetici, batimetrici, Side Scan Sonar e oceanografici. Complessivamente sono state acquisite oltre 1000 km di linee di dati magnetici che permetteranno di definire un quadro più chiaro su quella che è stata la storia geologica del Vavilov negli ultimi milioni di anni.
Inoltre, grazie agli sforzi congiunti di INGV e Istituto Idrografico è stata acquisita una tecnologia che ha permesso di realizzare un rilievo di dettaglio 'volando' con il magnetometro accoppiato al Side Scan Sonar a poche decine di metri di distanza dalla cresta del vulcano, trainando quindi gli strumenti ad oltre 700 metri di profondità .
Questi dati in alta definizione potranno fornire nuove indicazioni su quella che è la struttura interna del vulcano, oramai estinto, Vavilov.
Contestualmente all’acquisizione dei dati geofisici-magnetometrici sono stati ridefiniti i dati batimetrici dell’area interessata, attraverso l’impiego degli ecoscandagli a singolo fascio e multifascio in dotazione all’Unità . Campionamenti d'acqua, profili di temperatura e di altri parametri fisici della colonna d'acqua realizzati durante la campagna saranno invece elaborati per definire la struttura della circolazione delle correnti che si formano intorno a queste enormi montagne sottomarine.