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IN RICORDO DELLA CORAZZATA ROMA E DEI CACCIATORPEDINIERE NOLI E VIVALDI PDF  | Stampa |  E-mail
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Venerdì 10 Settembre 2010 01:00
IN RICORDO DELLA CORAZZATA ROMA E DEI CACCIATORPEDINIERE NOLI E VIVALDIIN RICORDO DELLA CORAZZATA ROMA E DEI CACCIATORPEDINIERE NOLI E VIVALDIIN RICORDO DELLA CORAZZATA ROMA E DEI CACCIATORPEDINIERE NOLI E VIVALDI10 SETTEMBRE 2010. Il 9 settembre 1943, giorno successivo alla firma dell’armistizio, la flotta della Regia Marina al comando dell’Ammiraglio Carlo Bergamini faceva rotta verso le basi alleate del Mediterraneo orientale quando, giunta in prossimità dell’Isola dell’Asinara, venne attaccata da 15 bombardieri tedeschi con un nuovo tipo di bombe-razzo radiocomandate e sganciate da grande altezza.
Nonostante l'intenso fuoco di sbarramento contraereo la corazzata Roma, ammiraglia della Regia Marina, venne affondata. La stessa sorte toccò ai due cacciatorpediniere che vennero fermati dal fuoco delle batterie costiere e che finirono in un campo minato. Nell’inferno di fuoco persero la vita lo stesso Ammiraglio e gran parte degli equipaggi delle navi colpite.
Il 10 settembre centinaia di superstiti tratti in salvo dalle altre navi del convoglio vennero trasportati a Port Mahon, isola di Minorca (Spagna). Molti di loro necessitavano di cure mediche e vennero accolti sull’ Isla del Rey, davanti la città, dove era presente un ospedale. Gli altri furono sistemati molto sommariamente, senza neppure un giaciglio di paglia, in un capannone alla Base Navale della Marina spagnola, mentre le quattro navi con cui erano giunti a Mahon rimasero internate in porto per 16 mesi.
I circa 1800 italiani che giunsero sull’isola ebbero la buona sorte di incontrare l’unica connazionale residente, la signora Fortuna Novella, vedova di 63 anni di un commerciante spagnolo. Per la signora Fortuna i marinai italiani divennero come figli propri. Non a caso, in segno di affetto e riconoscenza, era chiamata Mamma Mahon.
In qualità di Vice Console Onorario d’Italia la signora Novella si attivò immediatamente per portare assistenza in tutti i modi possibili. Sfruttando le proprie conoscenze si prodigò per ottenere ogni genere di aiuto, mettendo a disposizione anche risorse personali per alleviare le sofferenze di quei poveri giovani marinai, metà dei quali erano gravemente ustionati.
Quando le navi ripartirono 26 dei nostri marinai vennero sepolti nel cimitero dell’isola. Mamma Mahon aiutò a ricomporre i loro resti quando nel 1950 venne eretto un Mausoleo per onorare la loro memoria e quella di coloro che trovarono riposo nelle profondità del mare di Sardegna.
Nel 1952 la signora Fortuna Novella venne invitata a Roma dalla Marina Militare, accolta con tutti gli onori. Venne anche ricevuta in udienza privata da Papa Pio XIIº. Nel 1953 venne nuovamente convocata nella Città Eterna per ricevere dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi la Stella della Solidarietà Italiana di prima classe. La cura per quei giovani caduti durò costantemente fino al 26 giugno 1970 quando all’età di 89 anni, si spense nella casa che aveva amorevolmente aperto per offrire aiuto e conforto ai Marinai italiani.
(fonte: marina.difesa.it)
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Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Settembre 2010 13:35
 

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